Salve a tutti i partecipanti e non. Ci stiamo tutti contorcendo le meningi per costruire un concetto di base che tocchi tutti i punti della discussione ai fini di arricchire il progetto. Il mio ragionamento, che potrebbe essere un imput per il modus operandi del tutto, muove su un determinato tipo di passaggio logico legato al termine stesso di esotico e ad una concezione personale di questa parola. "Che proviene da", "forestiero", "straniero" e via dicendo prendendo i vari vocabolari. La mia visione delle cose porta a pensare che sia il corpo umano e il cervello lo straniero responsabile.
Davanti a delle persone che non conoscete come vi comportate?cosa fate e se lo fate, di straniero a voi stessi, o cosa vedete di straniero negli altri?quali atteggiamenti, gesti, modi di fare, accenti, psicologie, raptus, luoghi comuni, tic, modi di dire, perversioni, idee, allusioni, riferimenti, osservazioni, AZIONI, prendete da chi vi sta di fronte, dallo straniero quale esso sia, per voi?
Io sono sempre più interessato al gesto psicologico, cioè la coscienza e l'uso delle energie comunicative dello straniero. Non in quanto individuo, ma straniero in quanto concetto appioppato ad una qualsiasi entità. Non so se sono stato chiaro, e non so se porterà a qualcosa questa idea. Ma a me piace spiare la gente, in tutto quello che fa, per cercare di avvicinarmi al forestiero a cui vado incontro ogni giorno, non solo a bologna, e non solo in posti stranieri.
Appena ho del materiale fotografico o un approfondimento a questo accenno, lo comunico qui sul blog. Nel frattempo attendo domande e commenti, per capire perché mi è venuta in mente tutta sta roba! :)
Daniele